Quest’oggi voglio parlare del marchio, andando a ripescare un articolo che ho scritto per il blog Mondo Impresa (http://www.mondoimpresa.biz).
Qui potete leggere una parte di quell’articolo, mentre a fine post troverete il link per leggere la versione completa.
Aspetto i vostri commenti.
Il marchio è un simbolo, unico e personale, che rappresenta prodotti o servizi offerti da una determinata impresa.
Qualsiasi cosa può essere un marchio, come un’immagine, una parola, una frase.
Diversi colori e forme si possono mischiare per dare vita al più originale dei marchi.
Averne uno, non è naturalmente obbligatorio, ma, non averlo, significa per l’impresa perdere una delle possibilità di crearsi un’immagine che la contraddistingua (oltre al nome); il proprietario può scegliere il tipo e il contenuto del proprio marchio, ma ovviamente, un ristoratore non sceglierà come marchio uno stivale! Non è quindi chiaramente solo un fattore estetico, ma molto di più.
Viceversa, chi pensa che avere un marchio è una procedura semplice e senza condizioni, si sbaglia.
Infatti, ci sono precise legge che regolano la vita e la morte di un marchio.
Iniziamo con ordine.
Possiamo dividere la categoria in due tipologie: marchio registrato, e marchio di fatto.
Il marchio registrato, di differenzia rispetto all’altra tipologia, in quanto, esso, viene appunto registrato presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti (presso le Camere di Commercio), che si occupa di gestirne l’unicità per dieci anni (dalla data in cui il richiedente ne presenti domanda), terminato questo periodo, il proprietario deve rinnovare tale registrazione (se è ancora intenzionato ad avere tutti i diritti su tale marchio).
Le leggi (italiane), che governano le disposizioni in questo campo, sono contenute nel Codice della proprietà industriale e nel Codice Civile. Per chiunque volesse approfondirne gli aspetti, ecco un link utile.
Ampliando l’orizzonte, possiamo elencare altri tipi di marchi, differenziandoli questa volta per valenza territoriale:
- marchio nazionale (quelli appunto, registrati in Italia presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti e con validità solo a livello nazionale)
- marchio comunitario (valido in tutti i paesi dell’Unione Europea, viene registrato presso l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno)
- marchio internazionale (marchio nazionale, a cui, tramite domanda del proprietario, sono state aggiunte valenze giuridiche anche all’estero).
Come registrarne uno?
Prima di tutto, osserviamo i requisiti che ogni marchio deve soddisfare:
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Fonte originale: MondoImpresa